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Via libera alla riforma strutturale del sistema della distribuzione dei carburanti e al prezzo settimanale, che obbliga le compagnie petrolifere a comunicare il prezzo massimo a cui dovranno vendere i carburanti. In quella settimana i prezzi potranno solo scendere, ma non salire. Il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, lo ha comunicato al termine della sigla del protocollo di ristrutturazione della rete di distribuzione dei carburanti con i sindacati dei gestori, l’Unione petrolifera e i consumatori al Ministero dello Sviluppo economico. Il primo obiettivo che si realizzerà entro il primo anno dall’accordo sarà quello di portare gli impianti self service dall’attuale 40% all'80%. Questo ci permetterà di avere un prezzo dei carburanti inferiore e con il prezzo settimanale i cittadini saranno meno confusi e potranno fare confronti diretti dei prezzi. E’ una misura di trasparenza che stabilisce che il prezzo in quella settimana può essere diminuito, ma non alzato. L’aumento degli impianti self service, abbinato alla vendita di prodotti non oil e alla riduzione del numero dei distributori, opportunamente incentivata, sono “elementi concreti” che potranno permettere di avvicinare il prezzo dei carburanti italiano a quello europeo. Lo afferma il presidente di Figisc-Confcommercio, Luca Squeri, sottolineando però che accanto allo sviluppo dei self service va salvaguardata anche l’offerta con servizio, prerogativa tutta italiana, apprezzata dagli automobilisti. Il protocollo siglato al Ministero dello Sviluppo economico ha, secondo Squeri, “ambizioni molto condivisibili, che sono quelle di efficientare la rete e avvicinare i prezzi italiani a quelli europei, sapendo però che sarà possibile equipararli solo quando riusciremo a comparare lo stesso prezzo, cioè quello self”. Già oggi, infatti, l’automobilista 'attento' può trovare, soprattutto negli impianti fai da te, i prezzi più convenienti e vicini alla media europea.
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